Cos’è il contrasto e perché è importante nella composizione?

Il contrasto è l’effetto prodotto dal colore e dalle differenze che si verificano quando si confrontano i vari colori. Se le differenze sono molto marcate, parleremo di contrasto polare: le opposizioni caldo-freddo, bianco-nero, piccolo-grande portate all’estremo sono contrasti polari. Tutto ciò che vediamo viene confrontato inconsciamente.

Perché e per cosa ci serve il contrasto nelle foto?

  1. È un mezzo di espressione.
  2. È un modo per mostrare un confronto.
  3. Permette di rendere evidenti in maniera gerarchica gli elementi dell’immagine.
  4. Permette di distinguere tra sfondo e figura, e le figure tra di loro.

Il cerchio di colori di Johannes Itten

 

Johannes Itten è stato un pittore svizzero, insegnante presso la famosa scuola tedesca Bauhaus, che ha studiato la materia della composizione e della percezione del colore come altri artisti, quali Vasily Kandinsky e Paul Klee.

Il cerchio cromatico è una rappresentazione grafica del contrasto tra tre colori primari (giallo, rosso e blu), i colori secondari e terziari ottenuti combinando due colori primari in proporzioni diverse.

Nel libro “L’arte del colore” Itten evidenzia sette contrasti di colore:

  • Contrasto del colore stesso
  • Contrasto chiaro-scuro
  • Contrasto caldo-freddo
  • Contrasto complementare
  • Contrasto simultaneo
  • Contrasto qualitativo
  • Contrasto quantitativo

Contrasto del colore stesso

È il contrasto tra colori puri e saturi che aumenta man mano che si allontanano l’uno dall’altro nel cerchio dei colori. L’effetto che produce è impressionante e potente. Il contrasto tra giallo, rosso e blu ne è la combinazione più espressiva. Più ci si allontana dai tre colori primari, minore è l’effetto di questo contrasto.

Contrasto chiaro-scuro

Si basa sulla differenza dei valori di luminosità. Possiamo giocare con valori chiaro-scuri dello stesso colore o di più colori. L’effetto del contrasto aumenta all’aumentare della differenza di luminosità.

Contrasto caldo-freddo

Tra i sette contrasti di colore, il contrasto caldo-freddo è il più usato e il più eclatante. Quando si utilizza questo tipo di contrasto, bisogna tener conto del fatto che un colore caldo circondato da colori freddi risulterà ancora più caldo, mentre lo stesso colore circondato da colori più caldi sarà percepito come un colore freddo. Lo stesso colore, a seconda del colore accanto, può cioè sembrare più caldo o più freddo.

Questo tipo di contrasto è stato molto utilizzato dai pittori impressionisti come Claude Monet, Camille Pissarro e Pierre-Auguste Renoir, veri specialisti nel giocare con le modulazioni dei colori caldi e freddi.

Contrasto tra colori complementari

Se guardiamo il cerchio dei colori, anche i colori opposti formano una sorta di contrasto: il contrasto dei colori complementari. Più alto è il livello di saturazione di questi colori, maggiore è il contrasto prodotto. Esso crea un effetto piuttosto forte nell’occhio umano perché quando l’occhio percepisce questi colori uno accanto all’altro, li vede ancora più intensi e vibranti. Le coppie di colori complementari più comunemente utilizzate sono: rosso-verde, blu-arancio e giallo-magenta.

Contrasto simultaneo

È uno dei contrasti più complicati e difficili da individuare e comprendere, perché non è presente come tale nelle immagini, ma è creato dal nostro stesso occhio, quando è presente un colore forte ed è assente il suo complementare. Se quest’ultimo non si vede nella foto, il nostro occhio lo cercherà e lo produrrà per creare l’equilibrio. Per esempio, se nell’immagine abbiamo un’abbondanza di rosso accanto a un grigio, e il colore verde non appare come tale da nessuna parte, questo grigio ci apparirà verdastro.

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Vediamo il grigio come ciano o verdastro.

 

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Il viso appare ancora più caldo e più giallo sullo sfondo viola.

 

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L’opposto dell’arancione è blu e così vediamo il viso.

Contrasto qualitativo

È anche chiamato contrasto di saturazione. Deriva principalmente dalla differenza tra colori saturi e chiari da un lato, e colori opachi e non brillanti dall’altro. Possiamo dire che si basa sul grado di saturazione o di purezza dei colori che appaiono in un’immagine.

Contrasto quantitativo

Il contrasto quantitativo gioca con le relazioni dimensionali di due o più colori. Per esempio, possiamo usare una grande quantità di un colore e poco del suo colore complementare, creando un effetto visivo piuttosto potente. Oppure, possiamo fare lo stesso sperimentando colori puri, toni caldi-freddi, toni chiaro-scuri ecc., ma sempre tenendo conto del rapporto grande-piccolo o tanto-poco.

 

Conclusione

I colori sono luminosi e dinamici e interagiscono tra loro. Hanno dimensioni proprie: lo stesso colore, a seconda di quello accanto, può sembrare più chiaro o più scuro, più caldo o più freddo, più appariscente o più pallido. Il punto è esercitarsi e osservare.

Un grande ringraziamento a Oleg Kaplan per averci concesso l’utilizzo delle sue meravigliose immagini.

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